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Dreams - Termoli

Blacklisted - su Lista Nera

Group Description
Terminati gli interrogatori di garanzia per l’operazione ’Costa Brava’
Possibile concessione dei domiciliari a Giuseppe Di Pilla e Michele Carbonaro per le loro precarie condizioni di salute. Settimana di interrogatori al Palazzo di Giustizia di Larino in seguito all’operazione „Costa Brava„ condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Campobasso che mercoledì 22 dicembre hanno sgominato un lucroso giro di prostituzione in tre night club di Termoli ( „Sweet Dream’s, „Il Diavolo della Notte„, „Fashion„ ) posti tutti e tre sotto sequestro, e consentito l’arresto di undici persone recluse negli istituti detentivi di Chieti e Larino. Sugli arrestati pende l’accusa pesantissima di associazione a delinquere finalizzata al reclutamento, organizzazione e sfruttamento della prostituzione. I primi a comparire dinanzi al Gip che ha firmato l’ordinanza di misure cautelari, Roberto Veneziano, sono stati Giuseppe Antonio Di Pilla, proprietario dello Sweet Dream’s, suo figlio Nicola Di Pilla, amministratore delegato dello stesso locale e Michele Carbonaro, proprietario del „Diavolo della Notte„; sono stati ascoltati la mattina del 24 dicembre. Dei tre solo Carbonaro si è avvalso della facoltà di non rispondere. Giuseppe e Nicola Di Pilla avrebbero invece negato ogni responsabilità sui rapporti sessuali che si consumavano fuori dal locale dichiarandosi estranei all’accusa di reato associativo per induzione e sfruttamento della prostituzione.
Lunedì 27 dicembre sono comparsi dinanzi al Gip, Nicola Antonio Primiano, cameriere del Dreams; Antonio De Fanis, autista delle ragazze che si esibivano all’interno del locale; Gabriele Mascilongo, proprietario del Fashion. Il legale di Nicola Primiano, avv. Michele Urbano ha riferito ai giornalisti che il suo assistito si limitava a servire ai tavoli, guadagnava mille euro al mese per il lavoro di cameriere e non percepiva alcuna percentuale come invece è stato evidenziato dagli inquirenti, per i quali l’imputato aveva il compito di avvisare i clienti nei privè quando era scaduto il tempo che essi trascorrevano con le ragazze. La tariffa per godere dell’intrattenimento delle ragazze era di 15 euro ogni 20 minuti. Primiano ha respinto le accuse e per lui è stata chiesta la revoca della misura cautelare.
A seguire è toccato ad Antonio De Fanis, difeso dal legale Roberto D’Aloisio. L’imputato ha risposto a tutte le domande ed ha confutato le responsabilità attribuitegli. Il legale ha sostenuto che la posizione di De Fanis è decisamente marginale rispetto alle accuse complessivamente inoltrate nei confronti dei vari indagati anche se le indagini non sono ancora concluse. Anche per lui è stata chiesta la revoca della misura adottata dal magistrato. La seconda giornata di interrogatori si è conclusa con Gabriele Mascilongo, proprietario del Fashion club, dove gli agenti hanno filmato con videocamere nascoste tutto quello che accadeva, sia nei privè che nei luoghi appartati. Il suo avvocato, Laura Venittelli ha asserito che l’imputato ha risposto alle domande che gli sono state poste sfatando ogni dubbio su eventuali ipotesi di reato associativo per induzione e sfruttamento della prostituzione. „Mascilongo - ha sostenuto l’avv. Venittelli - ha detto chiaramente che all’interno del locale le ragazze non si prostituivano„. Infine ieri sono state ascoltate due bariste del Dream’s che si trovano agli arresti domiciliari, la ceca Kudlicova Marketa, la slovacca Andrea Mitringova e due giovani sottoposti ad obbligo di firma, Giuseppe Mascilongo e Michele Di Palma i quali, secondo le dichiarazioni rese dai propri legali, avrebbero una posizione del tutto marginale nella vicenda. Oltre alla mansione di barista, la Marketa aveva il compito di controllare le videocamere posizionate nei bagni, all’interno e all’esterno del locale mentre la Mitrignova era in servizio da pochi giorni al Dream’s ed ha sostenuto di non avere nulla a che fare con lo sfruttamento della prostituzione. Presumibilmente il Gip Veneziano deciderà a breve la revoca della misura cautelare in carcere sia a Giuseppe Di Pilla che a Michele Carbonaro per via delle loro precarie condizioni di salute.


Articolo dal giornali "Costa Brava"
Prostituzione: ultimi interrogatori. I difensori: „E’ un grosso equivoco„
Ultima giornata di interrogatori nell’ambito dell’inchiesta ’Costa Brava’ sullo sfruttamento della prostituzione che ha portato all’arresto di undici persone e all’obbligo di firma per altri due. Oggi sono state ascoltate due bariste del Dreams e i due ragazzi sottoposti all’obbligo di firma. Secondo i difensori hanno avuto un ruolo marginale e «il giudice speriamo che ne terrà conto».

Larino. In meno di una settimana, nonostante di mezzo ci fossero giorni di festa, sono finiti gli interrogatori delle undici persone arrestate nel blitz della Squadra Mobile, sullo sfruttamento della prostituzione in tre night di Termoli. Il giudice Roberto Veneziano questa mattina ha ascoltato 4 persone. Le due bariste del Dreams che si trovano agli arresti domiciliari. La ceca Kudlicova Marketa, di 21 anni, e la slovacca Andrea Mitringova di 31 anni. La prima si occupava del bar ma anche del controllo delle videocamere posizionate nei bagni, all’esterno del locale e nel parcheggio. Ha negato tutte le accuse. La Mitringova invece, secondo le dichiarazioni che ha reso, lavorava nel night di Giuseppe Di Pilla solo da 20 giorni e ha riferito di non avere nulla a che fare col presunto giro di prostituzione che c’era nel locale.

Al Dreams, a differenza degli altri night, si pagava anche l’ingresso: 10 euro. Una volta all’interno poi il costo per passare del tempo con le ragazze era lo stesso in tutti i locali. 15 euro ogni 20 minuti. La ragazza è difesa dall’avvocato Laura Venittelli, che assiste anche Giuseppe Mascilongo, 19 anni di Termoli e collaboratore del Dreams. Sarebbe stato visto due volte accompagnare le ragazze nei locali. Sottoposto a obbligo di firma, la sua – secondo il legale - è una posizione marginale. Il suo interrogatorio è durato solo pochi minuti. «Entrambi hanno chiarito la loro posizione e sono fiduciosa» ha dichiarato la Venittelli.


Ruolo marginale anche per Michele Di Palma, 26 anni di Termoli, barista del Diavolo della Notte e anche lui sottoposto a obbligo di firma. «La realtà dei fatti è diversa da quella che si prospetta, è stato tutto un grosso equivoco. Lui si occupava solo del bar e si può pensare che sapesse cosa succedeva all’interno della struttura, ma non credo che fare i cocktail ora debba essere considerato un reato» è stato il commento del difensore Daniele Marinucci. Con la giornata di oggi si sono conclusi gli interrogatori. Le due romene e la lituana che gestiscono il Diavolo della notte e che si trovano nel braccio femminile del carcere di Chieti sono state già sentite dal giudice del tribunale abruzzese, incaricato da Veneziano.

(Pubblicato il 28/12/2010)